Cartelle di pagamentoNotificaSenza categoria

Illegittima la notifica della cartella se spedita con posta privata.

L’art. 4 del D. Lgs. n. 261 del 22 luglio 1999, “per esigenze di ordine pubblico”, nel liberalizzare i servizi postali ha espressamente affidato “in via esclusiva al fornitore del servizio universale” gli invii raccomandati attinenti alle procedure amministrative e giudiziarie. Tale fornitore del servizio universale è, appunto, solo Poste Italiane S.p.a.

Ebbene, la notifica della cartella può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento (art. 26, comma 1, del DPR n. 602/1973), oppure tramite Agente notificatore che utilizza le notifiche a mezzo posta ex Legge n. 890/1982. Tuttavia, nel caso in cui la raccomandata è spedite tramite un servizio di posta privata (quindi non con Poste Italiane S.p.a.), la notifica della cartella è inesistente e la cartella stessa va annullata.

Ebbene, la Cassazione, con ordinanza n. 7256 del 12 aprile 2016, ha ribadito tale principio confermando la validità della notifica della cartella di pagamento eseguita tramite raccomandata postale spedita, per conto del concessionario della riscossione, da parte di un soggetto privato a cui è affidato il servizio di notifica. Ciò, in quanto la notificazione materiale viene in concreto svolta da Poste italiane spa, essendo il soggetto terzo soltanto un tramite per il concessionario della riscossione. Nella fattispecie, oggetto della pronuncia della Cassazione, il concessionario della riscossione della Regione Sicilia aveva affidato ad un soggetto privato, un consorzio, la gestione delle notifiche delle cartelle di pagamento, le quali venivano, però, spedite con raccomandata postale tramite Poste italiane spa, ovvero, appunto, il fornitore del servizio postale universale previsto dal citato decreto del 1999 (si vedano anche Cass. n. 15347/2015; Cass. n. 2922/2015; Cass. n. 2035/2014; CTP Reggio Emilia n. 199 del 28 aprile 2015).

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