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Perché l’accertamento, su dichiarazione omessa, sia legittimo deve essere motivato

La Cassazione ha dichiarato illegittimo l’accertamento, su una dichiarazione omessa, che non motivi in modo sufficiente la pretesa (non riconoscendo neppure i relativi costi presunti in abbattimento del maggior reddito riconosciuto induttivamente).

Precisamente, la Suprema Corte, riformando la decisione di merito, ha ricordato che l’art. 42 del D.p.r. n. 600/1973 richiede l’indicazione non soltanto degli estremi del titolo e della pretesa impositiva, ma anche dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che lo giustificano. Ciò al fine di porre il contribuente (che nel caso gli era stata contestata una plusvalenza a seguito di cessione di “licenza Taxi”) in condizione di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale e, in caso positivo, di contestare efficacemente l’an e il quantum dovuto (Cass. n. 11074 del 30 maggio 2016).

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