Interessi

Sempre illegittimi gli interessi su cartella

Gli interessi applicati sulle cartelle devo essere sempre motivati

La Suprema Corte continua a ”spiegare” al Fisco la corretta applicazione degli interessi su atti tributari. Già con precedenti pronunce ha statuito:

  1. Non si possono applicare gli interessi sulle sanzioni (Cass. n. 16553/2018);
  2. Illegittimi gli interessi immotivati (Cass. n. 10481/2018);
  3. Illegittimi gli interessi in cartella se non i è indicato il tasso applicato e la loro decorrenza (Cass. n. 9799/2017).

Ora, con la Ordinanza n. 17765 del 6 luglio 2018, precisa ulteriormente sulla NECESSARIA precisa motivazione degli interessi applicati sulle cartelle di pagamento.

La Cassazione, rigettando il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, ha precisato:

  • Il motivo di censura è infondato. Secondo l’insegnamento di questa Corte, In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la cartella di pagamento degli interessi maturati su un debito tributario deve essere motivata, non rilevando che il debito sia stato riconosciuto in una sentenza passata in giudicato, dal momento che il contribuente deve essere messo in grado di verificare la correttezza del calcolo degli interessi, tanto più che alle cartelle di pagamento notificate dopo l’entrata in vigore della L n. 212 del 2002 deve allegarsi la sentenza”;
  • Nel caso di specie, è la stessa Agenzia che alla p. 9 del ricorso evidenzia che non sarebbe necessaria nella cartella le modalità di calcolo degli interessi, sia perché è normativamente prevista, sia perché conoscibile, in quanto, determinata con provvedimento generale, ma ciò errando, in quanto, il contribuente deve essere messo in condizioni di verificare la correttezza di siffatto calcolo, senza essere obbligato ad attingere aliunde le nozioni giuridiche necessarie per ricostruire il metodo seguito dall’ufficio nei diversi periodi considerati”.
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