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Decreto Dignità, novità fiscali ed agevolazioni

Split payment, comunicazione fatture, iper-ammortamento e redditometro

Il 14 luglio 2018 è entrato in vigore il cosiddetto Decreto “Dignità” (Decreto Legge n. 87/2018, pubblicato il 13 luglio 2018). Per le novità fiscali qui riportiamo un breve elenco delle principali:

Esonero dallo split payment

E’ stato introdotto dalla Legge n. 190/2014 e serve per contrastare le evasioni IVA. E’ applicabile tra i rapporti imprese e pubblica amministrazione, secondo il meccanismo della scissione dei pagamenti. In pratica: il soggetto privato incassa l’importo della fattura al netto dell’IVA che verrà, poi, versata direttamente dalla Pubblica amministrazione. L’art. 12 del Decreto “Dignità” ha abolito tale split payment ai professionisti, cioè soggetti già soggetti a ritenuta fiscale. La nuova disciplina si applica per le fatture emesse dal 15 luglio 2018.

Comunicazione dati fattura del terzo trimestre 2018. Rinvio del termine.

Ai sensi dell’art. 21 D.L. n. 78/2010, la comunicazione dei dati delle fatture è trasmessa entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ciascun trimestre. Quindi, l’art. 11 del Decreto “Dignità” ha posticipato il termine di invio dei dati delle fatture del terzo trimestre dal 30 novembre 2018 al 28 febbraio 2019.

Iper-ammortamenti. Recupero in caso di cessione o delocalizzazione dei beni

Il Decreto “Dignità” introduce il requisito della territorialità degli investimenti per la fruizione dell’iper-ammortamento (art. 1 comma 9, Legge n. 232/2016). Tale requisito di territorialità definisce che si può usufruire dell’iper-ammortamento se i beni sono destinati a strutture produttive situate nel territorio italiano.

Abrogazione al “redditometro”

Il “redditometro” è quello strumento di verifica e controllo che ha il Fisco verso le persone fisiche. Tramite una serie di indici e coefficienti si valutano i beni posseduti e i servizi utilizzati per ricostruire il reale tenore di vita del contribuente e quindi del suo reddito

Per gli anni d’imposta dal 2016 (compreso) tale strumento di verifica e di controllo non sarà più utilizzabile. Il “redditometro” sarà applicabile però per i periodi d’imposta precedenti al 2016.

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