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Conversione Decreto Sostegni, al 5 maggio sarà discusso in aula anche l’aumento della soglia ad €10.000,00 e per debiti fino al 31/12/2015

Emendamenti alla cancellazione debiti

Prosegue, nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze, l’esame del ddl n. 2144, di conversione del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41 (Decreto Sostegni), di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da Covid-19, avviato il 31 marzo. Il provvedimento sarà discusso in Aula il 5 maggio 2021. Tale conversione è relativa anche all’art. 4, co. 4, del Decreto Legge n. 41/2021 che prevede la cancellazione dei debiti con il fisco fino ad €5.000,00 per debiti fino al 31/12/2010. Per scoprire tutte le nuove scadenze dovute allo spostamento della notifica delle cartelle al 31 maggio 2021, CLICCA QUI.

Tale decreto Legge, attualmente in fase di conversione in Senato (DDl n. 2144), diversi emendamenti da parlamentari della stessa maggioranza.

Le modifiche proposte sono, in sintesi:

  • di aumentare il limite di €5.000,00 per singolo debito a ruolo ad €10.000,00/15.000,00;
  • di aumentare dall’anno 2010 all’anno 2015 i debiti considerati;
  • di aumentare il reddito della persona che richiede tale cancellazione da €30.000.00 ad €40.000,00/50.000,00, per l’anno 2019.

Ecco i principali emendamenti:

Numero emendamentoEmendamento
Emendamento n. 4.40 al DDL n. 2144Apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 4, sostituire le parole: «dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2010» con le seguenti: «nonché ai soggetti di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2015»;
b) al comma 11, sostituire le parole: «534,5 milioni» con il seguente: «544,5 milioni». Conseguentemente, all’articolo 41, sostituire le parole: «550 milioni» con le seguenti: «540 milioni».
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Emendamento n. 4.39 al DDL n. 2144Al comma 4, dopo le parole: «affidati agli agenti della riscossione» inserire le seguenti: «, nel limite massimo di 15.000 euro per contribuente,».
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Emendamento n. 4.37 al DDL n. 2144Al comma 4 sostituire le parole: «5.000 euro», con le seguenti: «10.000 euro».
Conseguentemente, ridurre di 300 milioni di euro a decorrere dal 2021, il Fondo occorrente per la riassegnazione dei residui passivi della spesa di parte corrente, eliminati negli esercizi precedenti per perenzione amministrativa, di cui all’articolo 27, della legge n. 196 del 2009.
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Emendamento n. 4.36 al DDL n. 2144Apportare le seguenti modificazioni: 1) ai commi 4 e 6, le parole: «fino a 5.000 euro», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «fino a 10.000 euro», e le parole: «fino a 30.000 euro», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «fino a 50.000 euro».
Conseguentemente ai maggiori oneri derivanti dalla presente disposizione, stimati in 107 milioni di euro per l’anno 2021, 21,72 milioni di euro per l’anno 2022, 6,58 milioni di euro per l’anno 2023, 2,7 milioni di euro per l’anno 2024 e 1,5 milioni di euro per l’anno 2025, che aumentano, ai fini della compensazione degli effetti in termini di indebitamento netto e di fabbisogno, a 326,8 milioni di euro per l’anno 2021, 39,42 milioni di euro per l’anno 2022, 19,92 milioni di euro per l’anno 2023, 8,2 milioni di euro per l’anno 2024 e 4,56 milioni di euro per l’anno 2025, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per far fronte ad esigenze indifferibili che si manifestano nel corso della gestione di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall’articolo 41 del presente decreto-legge.
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Emendamento n. 4.34 al DDL n. 2144Sostituire il comma 4, con il seguente: «4. Sono automaticamente annullati i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a 10.000 euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, ancorché ricompresi nelle definizioni di cui all’articolo 3 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, all’articolo 16-bis del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, e all’articolo 1, commi da 184 a 198, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 delle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 40.000 euro e dei soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 40.000 curo.».
Conseguentemente, ridurre di 400 milioni di euro a decorrere dal 2021, il Fondo occorrente per la riassegnazione dei residui passivi della spesa di parte corrente, eliminati negli esercizi precedenti per perenzione amministrativa, di cui all’articolo 27, della legge n. 196 del 2009.
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