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Pace fiscale: Rottamazione delle liti fiscali

Rottamazione delle liti fiscali

La Commissione 2° e 6° del Senato della Repubblica, riunite, ha concluso il testo definitivo del Disegno di Legge (DDL n. 2636, CLICCA QUI per vedere il testo completo) sulla Riforma Tributaria e il Sentato ha approvato il testo.

Tale DDL n. 2636 affronta diversi punti cruciali (nuovo Giudice Tributario, concorso per la nomina del Giudice Tributario, Testimonianze nel processo tributario, una pseudo sanzione per chi non accetta la proposta di reclamo/mediazione), tra cui anche  la Nuova Definizione Liti Fiscali pendenti avanti al Giudice.

Dopo l’approvazione del Senato, il DDL passa alla Camera dei Deputati che dovrà approvarla entro il 9 agosto 2022. Considerando anche i tempi della vacatio legis la nuova legge potrebbe entrare in vigore a fine agosto 2022. Da tale data poi inizieranno a decorre i 120 giorni per poter chiedere e formulare l’istanza per tale nuova Definizione Liti.

Cerchiamo qui di chiarire ed analizzare tale nuova Definizione Liti.

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Definizione Liti Fiscali pendenti avanti al Giudice

Con l’obiettivo di snellire la macchina processuale Tributaria (come richiesto dall’Europa per poter ricevere i fondi del PNRR), il legislatore sta valutando degli strumenti deflattivi per liberare il Giudice da alcune cause tributarie, specialmente avanti la Suprema Corte di Cassazione.

Ecco le principali novità (CLICCA QUI per scaricare la parte specifica del DDL 2636)

ARGOMENTOSPIEGAZIONE
Limite della nuova Definizione LitiIl limite delle liti interessate dovrebbe essere di:
1. €100.000,00 (se il fisco ha perso in entrambi i due gradi precedenti di giudizio);
2. oppure €50.000,00 (se il Fisco ha perso, tutto i in parte, almeno un dei gradi precedenti di giudizio)
Vantaggi della nuova Definizione LitiI vantaggi di tale nuova Definizione Liti, per cause pendenti in Cassazione, sono relative alle precedenti cause perse dal Fisco (probabilmente solo Agenzia delle Entrate), nei precedenti gradi di giudizio, precisamente:
1. Se il Fisco è risultato perdente su tutti e due i precedenti gradi di giudizio (per cause con oggetto tributi fino ad €100.000,00), il contribuente può definire la lite corrispondendo solo il 5% della somma oggetto di causa;
2. Se il Fisco è risultato perdente in uno solo dei precedenti gradi di giudizio (per cause con oggetto tributi fino ad €50.000,00), il contribuente può definire la lite corrispondendo solo il 20% della somma oggetto di causa;
3. Se il Fisco non è risultato perdente in nessun grado di giudizio, il contribuente non potrà definire la lite.
Rinuncia alla CausaLa richiesta (adesione) a tale nuova Definizione Liti comporterà la rinuncia alla causa
Quando, come e tempi della Nuova Definizione LitiEssendone i presupposti, la nuova Definizione Liti si perfeziona:
1. deposito in giudizio dell’ adesione alla Definizione Liti (comunicata al Fisco) con prova del pagamento della somma richiesta (se il pagamento avverrà in modo dilazionato si dovrà produrre la quietanza del pagamento della prima rata);
2. il deposito deve avvenire entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge (probabilmente da fine agosto 2022);
3. tale nuova Definizione Liti avrà come oggetto SOLO le cause pendenti presso la Cassazione entro il 15 luglio 2022
Cause escluseSono escluse da tale nuova Definizione Liti le cause relative a:
1. IVA riscossa sull’importazioni;
2. Somme di recupero di aiuti di stato;
3. Somme di recupero relative a risorse proprie della Commissione Europea;
4. cause pendenti avanti alla Suprema Corte prima del 15 luglio 2022.

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