Agenzia delle Entrate Riscossione

Ritorna (forse) il redditometro

Ritorna il redditometro

Quasi in punta di piedi il legislatore ha reintrodotto lo strumento del Redditometro (sembra però che oggi, 22 maggio 2024, il Governo abbia deciso di sospenderlo ulteriormente)

Quella possibilità dell’Agenzia delle Entrate di ricostruire il reddito, delle persone fisiche, valutando le spese dal contribuente e il loro mantenimento. Questo tramite elementi indicativipreconfezionati

Con il Decreto del 7 maggio 2024 (pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale) è stato riattivato tale strumento accertativo (si veda anche la New del 27 ottobre 2020).

Scarica qui il decreto:

Con l’art. 10 del Decreto Legge n. 87/2018 era stato sospeso l’art. 38 del DPR n. 600/1973, il cosiddetto redditometro (in realtà è stato abrogato il Decreto attuativo del 16/9/2015 che individuava il contenuto degli elementi indicativi della capacità contributiva del contribuente).

Ora, con tale Decreto del 7 maggio 2024, è stata introdotta nuovamente la possibilità di poter avviare tale attività accertativa.

Il nuovo strumento sintetico avrà effetto a partire dall’anno d’imposta 2016, ma, considerando tutti i termini di prescrizione e di decadenza per le azioni del Fisco, è probabile che il redditometro verrà utilizzato per periodi d’imposta a partire dall’anno 2018

In buona sostanza, potrà essere determinato sinteticamente il reddito sulla base:

  1. delle spese presuntivamente attribuibili al contribuente (sulla campionatura dei nuclei familiari, distinti anche per territorio: gli elementi indicativi),
  2. tramite la valutazione delle quote di risparmio formatosi in ciascun anno,
  3. considerando anche le spese che risultano sostenute dai familiari fiscalmente a carico
  4. valutando le spese effettivamente sostenute risultanti dall’anagrafe tributaria.

Inoltre:

  1. Non sono considerate le spese e i costi “esclusivamente ed effettivamente” sostenuti per l’esercizio di attività d’impresa o professionale;
  2. L’acquisto di immobili sono considerati al netto del mutuo stipulato.
  3. Per alcune categorie di spesa (alimentari, bevande, abbigliamento, trasporti e calzature) saranno utilizzati gli indici statistici dell’ISTAT

*** l’immagini di questo articolo è stata estratta dal sito pixabay

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