Equitalia non può avere Avvocati

Avvocati. Limite ai mandati del Riscossore, anche per processo Tributario

La difesa, tramite Avvocato del libero Foro, deve essere motivata altrimenti rende nullo il mandato. Il vizio è anche rilevabile d’ufficio, in ogni stato e grado del giudizio.

Per la Cassazione (Cass. n. 10320/2024) il Riscossore non può farsi difendere da un Avvocato del libero Foro, se non motiva il perché non si sia avvalso dell’Avvocatura di Stato.

Per il Supremo Consesso punto centrale è la convenzione sottoscritta tra Avvocatura di Stato e Agenzia delle Entrate Riscossione del 2017 (ma vi è anche quella del 2020).

Tale principio è stato confermato anche dai Giudici di merito, per il processo tributario.

La Corte di Giustizia Tributaria della Lombardia, i ben 2 recenti occasioni (CGT II° Lombardia n. 1214 del 29 aprile 2024; CGT II° Lombardia n. 1173 del 24 aprile 2024) ha precisato che la difesa del Riscossore non può essere tenuta da Avvocato di libero Foro.

Questo rifacendosi sempre al Protocollo d’intesa sottoscritto dal Riscossore e dall’Avvocatura di Stato.

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Subito è corretto precisare che tale filone giurisprudenziale non è assimilabile al precedente relativo relativo all’art. 11 D.Lgs. n. 546/1992 (News del 20/11/2019).

E’ una eccezione nuova perché si rifà ed è relativa all’applicazione della convenzione sottoscritta (quella del 2017, ma vi è anche quella del 2020), appunto, dall’Avvocatura di Stato e dall’Agenzia delle Entrate Riscossione (si veda anche la News del 10/02/2020)

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In particolare, il “PROTOCOLLO D’INTESA TRA AVVOCATURA DELLO STATO E AGENZIA DELLE ENTRATE-RISCOSSIONE” del 24 settembre 2020 è chiaro. Il patrocinio delle cause di opposizione all’esecuzione o agi atti, per atti dell’Agenzia delle Entrate Riscossine, solo all’Avvocatura di Stato.

Precisamente, in tale Convenzione del 2020, vi è indicato:

L’Avvocatura assume il patrocinio dell’Ente nei seguenti casi: (…) “- altre liti innanzi al Tribunale Civile (ivi comprese le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi) e alla Corte di Appello Civile, limitatamente alle ipotesi in cui sia parte – non come terzo pignorato – anche un ente difeso dall’Avvocatura dello Stato”.

Pertanto, la Suprema Corte, con diverse recenti sentenze (Cass. n. 10320/2024, masi veda anche Cass. n. 1806/2024 e Cass n. 33413/2023, senza pregiudicare i principi della pronuncia n. 30008/2019 delle Sezioni Unite, ma anzi precisandoli) ha affermato che la scelta tra il patrocinio dell’Avvocatura di Stato e l’Avvocato del Libero Foro è giustificata e determinato dalla convezione stipulata degli stessi due enti pubblici

Tale accordo, quindi, specifica e limita lo ius postulandi in capo agli Avvocati del libero Foro per atti emessi dal Riscossore (come applicazione diretta dell’art. 43, comma 4, R.D. n. 1611/1933, appunto perché vi è stata una formale convenzione tra Avvocatura di Stato e Agenzia delle Entrate).

Sul punto il Supremo Consesso:

2.1. rileva il Collegio, in via pregiudiziale ed assorbente rispetto ad altre questioni sollevate nella presente fase del giudizio, l’inammissibilità del ricorso proposto da Agenzia delle Entrate Riscossione, in conseguenza del difetto di legittimazione processuale del difensore, Avvocato del libero foro, per invalidità della procura speciale ad litem; (…) la legittimazione processuale dell’Avvocatura dello Stato, trova, infatti, fondamento nella attuazione delle norme di legge sopra richiamate, che hanno introdotto una forma convenzionale di definizione di patrocinio cd. autorizzato, che solo entro tali limiti rimane organico ed esclusivo, attuazione realizzata attraverso la stipula del «Protocollo d’intesa del 22/06/2017 tra ADER ed Avvocatura Generale dello Stato», nel quale le parti hanno valutato le rispettive esigenze organizzative, pure in considerazione dell’organico e dei carichi di lavoro rappresentati dall’Avvocatura dello Stato (…) 2.9. il conseguente difetto di legittimazione processuale del difensore è quindi rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del processo, non escluso il giudizio di cassazione, investendo un presupposto attinente alla regolare costituzione del rapporto processuale (Cass. n. 33413 del 30/11/2023).

sul rapporto tra il patrocinio erariale di Agenzia delle Entrate-Riscossione e la facoltà dell’ente di designare avvocati del libero foro questa Corte si è pronunciata più volte (…). Quando la scelta tra il patrocinio dell’Avvocatura erariale e quello di un avvocato del libero foro discende dalla riconduzione della fattispecie alle ipotesi previste dalla Convenzione tra l’Agenzia e l’Avvocatura dello Stato o di indisponibilità di questa ad assumere il patrocinio, la costituzione dell’Agenzia a mezzo dell’una o dell’altro postula necessariamente ed implicitamente la sussistenza del relativo presupposto di legge, senza bisogno di allegazione e di prova al riguardo, nemmeno nel giudizio di legittimità” (Cass. n. 1806 del 17/01/2024, si veda anche Corte di Giustizia Tributaria II° Lombardia n. 1214 del 29 aprile 2024).

*** l’immagini di questo articolo è stata estratta dal sito pixabay

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