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Testo unico Sanzioni Tributarie

Scarica il Testo Unico delle Sanzioni

Con il Consiglio dei Ministri (CDM) del 24 maggio 2024, il Governo ha approvato il Decreto Legislativo n. 87 del 14 giugno 2024, in applicazione della Legge delega n. 111 del 9 agosto 2023 (vedi New del 28 agosto 2023).

Scarica qui il testo unico delle sanzioni tributarie: Schema di T.U. delle sanzioni tributarie

Con tale modifica il Legislatore ha previsto importanti cambiamenti nel settore tributario, tra cui anche l’abbattimento delle relative sanzioni, però senza il principio del favor rei (la sanzione tributaria più favorevole si applica anche alle violazioni impugnate avvenute precedentemente).

Scarica il Decreto Legislativo n. 87 del 14 giugno 2024, pubblicato il 29 giugno 2024:

SANZIONI AMMNISTRATIVE TRIBUTARIE

1. SUPERAMENTO DELLA RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRATORE PER VIOLAZIONI DELLA SOCIETA’

 

Importante è il superamento del “limite” della responsabilità della persona fisica per le sanzioni tributarie poste in essere dalle società.

Precisamente, per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024 la responsabilità relativa al rapporto tributario proprio di società o enti privi di personalità giuridica è esclusivamente a carico della società o dell’ente (fino al 31/08/2024, invece la responsabilità rimane ancorata alla persona fisica legale rappresentante).

Tale Decreto approvato ha introdotto il nuovo comma 2bis dell’articolo 2 D.Lgs. 472/1997. Con tale nuova norma viene consentito di ascrivere la sanzioni amministrativa pecuniaria per violazione delle norme tributarie alla società ed enti. Resta ferma, nella fase di riscossione, la disciplina sulla responsabilità solidale e sussidiaria prevista dalla legge per i soggetti privi di responsabilità giuridica (tipo le società di persone)

2. ANALIZZIAMO LE NUOVE SANZIONI AMMINISTRATIVE TRIBUTARIE

TIPO VIOLAZIONE IMPOSTE DIRETTE pre- riforma IMPOSTE DIRETTE post- riforma IMPOSTE INDIRETTE (IVA) pre- riforma IMPOSTE INDIRETTE (IVA) post- riforma
Omessa presentazione dichiarazione con imposta a debito Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta evasa. Sanzione minima €250,00 ORA Sanzione del 120% con sanzione minima €250,00 Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta evasa. Sanzione minima €250,00 ORA Sanzione del 120% con sanzione minima €250,00
Omessa presentazione dichiarazione senza imposta a debito Sanzione dal €250,00 ad un massimo di €1.000,00 ORA Sanzione dal €250,00 ad un massimo di €1.000,00 Sanzione dal €250,00 ad un massimo di €2.000,00 ORA Sanzione dal €250,00 ad un massimo di €2.000,00
Dichiarazione presentata in ritardo, ma entro un anno dalla scadenza Sanzione dal 60% al 120% dell’imposta. Sanzione minima €200,00 ORA Sanzione pari al 75% dell’imposta Sanzione dal 60% al 120% dell’imposta. Sanzione minima €200,00 ORA Sanzione pari al 45% dell’imposta. Sanzione minima €200,00
Omessa presentazione dichiarazione, oltre un anno dalla scadenza, ma prima dell’accertamento Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta. Sanzione minima €250,00 ORA Sanzione pari al 75% dell’imposta Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta. Sanzione minima €250,00 ORA Sanzione pari al 75% dell’imposta
Dichiarazione infedele integrata, prima dell’accertamento Sanzione dal 90% al 180% dell’imposta. ORA Sanzione del 50% dell’imposta. Sanzione minima di €150,00 Sanzione dal 90% al 180% dell’imposta. ORA Sanzione del 50% dell’imposta.
Dichiarazione infedele con condotta fraudolente Sanzione dal 135% al 270% dell’imposta. ORA Sanzione dal 105% al 140% dell’imposta. Sanzione dal 135% al 270% dell’imposta. ORA Sanzione dal 105%  al 140% dell’imposta.
Omessi versamenti (art. 13, co. 1 D.Lgs. n. 471/97) Sanzione pari al 30% ORA Sanzione del 25% Sanzione pari al 30% ORA Sanzione del 25%
Utilizzo credito in eccedenza (art. 13, co. 4 D.Lgs. n. 471/97) Sanzione pari al 30% ORA Sanzione del 25% Sanzione pari al 30% ORA Sanzione del 25%
Utilizzo di crediti inesistenti Sanzione dal 105% al 200% ORA Sanzione dal 105% al 140% Sanzione dal 105% al 200% ORA Sanzione dal 105% al 140%

REATI TRIBUTARI LE NOVITA’

FATTISPECIE ARTICOLO NOVITA’
OMESSI VERSAMENTI RITENUTE E IVA Art. 10 bis Art. 10 ter del D.Lgs. n. 74/2000 Due novità:
1. Il reato si consuma al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.
Ad esempio.
Per l’anno d’imposta 2024 la scadenza dell’invio della dichiarazione IVA è il 30 aprile 2025, quindi il reato, con il nuovo termine, andrà a consumarsi il 31 dicembre 2026
(per coordinare tale nuova scadenza, è previsto che il termine per l’invio dell’esito del controllo automatizzato sarà entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di presentazione della relativa dichiarazione)

2. Vi è una diversa formulazione del limite del versamento non effettuato:
a. se il contribuente non ha aderito a un piano di rateazione il reto si consuma con il superamento di €250.000 per l’IVA ed €150.000 per le ritenute
b. se il contribuente ha aderito a un piano di rateazione, non decaduto ed è in regola con i pagamenti. Il reato non sorge per qualsiasi importo, sia per l’IVA che per le ritenute.
c. se il contribuente ha aderito ad un piano di rateazione, ma tale piano è decaduto il reato si consuma se il debito residuo è superiore ad €75.000,00 per l’IVA e superiore ad €50.000,00 per le ritenute.
Definiti i concetti di “credito non spettante” e  “credito inesistente” All’art. 1, co. 1 D.Lgs. 74/2000 sono state aggiunte le lettere g-quater e g-quinquies Sono “crediti non spettante”:
quei crediti utilizzati in violazione di modalità di utilizzo o per aver superato la soglia consentita;
quei crediti che se anche hanno i requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla norma sono carenti di altri aggiuntivi elementi richiesti da specifiche normative;
– crediti utilizzati in difetto di prescritti adempimenti espressamente richiesti a pena di decadenza.
(tale definizione viene ripresa anche dall’art. 13 D.Lgs. 471/1997 in sede di ravvedimento).
In caso di utilizzo di “credito non spettante” si applica, anche, la sanzione amministrativa tributaria pari al 25% del credito utilizzato in compensazione.
Sono “crediti inesistenti”:
– quei crediti che mancano, in tutto o in parte, dei requisiti oggettivi o soggettivi specificatamente indicati dalla norma;
– quei crediti per i quali i requisiti oggettivi o soggettivi derivano da attività fraudolente, attuata con documenti materialmente o ideologicamente falsi, simulato o artificiosi.
In caso di utilizzo di “crediti inesistenti” si applica, anche la sanzione amministrativa tributaria pari al 70% del credito utilizzato in compensazione (che può arrivare al 105% – 140% se tale violazione deriva da attività fraudolente)

*** l’immagini di questo articolo è stata estratta dal sito pixabay

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