Cartelle di pagamentoLegge di Stabilità 2013 discarico ruoliSenza categoria

L’Agenzia delle Entrate non risponde entro 220 giorni il debito va annullato

La CTP di Milano con la recente sentenza n. 114 del 9 gennaio 2017 ha affermato che “Rilevato questo Giudice che le società ricorrenti avevano presentato in data 16 dicembre 2015 e in data 21 dicembre 2015 due distinte istanze di sospensione di annullamento di ogni procedura esecutiva a’ sensi dell’art. 1, commi da 537 a 543 della legge 228/2012. La norma sopra citata espressamente prevede che trascorso inutilmente il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della richiesta di sospensione, senza che l’ente creditore, verificata la regolarità della documentazione fornita dal contribuente, abbia comunicato l’esito positivo o negativo delle verifiche sia al contribuente sia ad Equitalia, la pretesa tributaria viene meno” (CTP Milano n. 114/2017; si vedano anche CTP Milano n. 5667/2015 e CTP Lecce n. 1955/2015,)

Precisamente, il Legislatore con l’art. 1, comma 537-546, della Legge n. 228/2012 (Legge di Stabilità per il 2013), ha previsto espressamente:

  1. la sospensione immediata dell’attività di riscossione in caso di semplice presentazione di apposita dichiarazione del contribuente, dell’art. 1, comma 537-546 della Legge di Stabilità del 2013;
  2. l’estinzione del credito del Fisco in caso di inerzia dell’Ente creditore a comunicare, nei 220 giorni, al contribuente l’infondatezza, oppure la fondatezza, delle ragioni invocate nella dichiarazione dell’art. 1, comma 537-546 della Legge di Stabilità del 2013.

Tale norma prevede all’art. 1, comma 540: “In caso di mancato invio, da parte dell’ente creditore, della comunicazione prevista dal comma 539 e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite di cui al comma 537 sono annullate di diritto”.

Inoltre, lo stesso Agente della riscossione con propria circolare di gruppo ha affermato: “Nel  caso  in  cui  l’ente  creditore  ometta  l’invio  delle   predette comunicazioni e  dei  conseguenti  flussi  informativi,  il  comma  540 prevede, trascorso inutilmente il  termine  di  220  giorni  dalla  data  di presentazione della  dichiarazione  del  debitore  al  concessionario  della riscossione, l’annullamento di diritto delle partite di cui  al  comma  537, con  l’automatico  discarico  dei  relativi  ruoli  e   l’eliminazione   dei corrispondenti importi dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore. (…) Ciò posto, con cadenza mensile dovrà essere monitorato l’esito delle dichiarazioni trasmesse all’ente creditore, al fine di sollecitarne in tempo utile, in presenza di relativa inerzia, gli adempimenti di competenza ed evitare, nel superiore interesse della riscossione, che decorsi duecentoventi giorni dalla presentazione della dichiarazione, le partite interessate siano annullate di diritto” (Direttiva di gruppo n. 2 dell’11 gennaio 2013)

Anche l’INPS ha precisato: Si sottolinea la necessità del rigoroso  rispetto  dei  termini  che  il legislatore  ha  stabilito  per  la  conclusione  delle  attività  dell’Ente creditore. (…) la tempestività nella gestione delle istanze esclude il rischio, di fronte all’infondatezza della richiesta, del prodursi di possibili pregiudizi al recupero del credito (Messaggio Inps Direzione Centrale n. 1636 del 28 gennaio 2013).

Quindi, se trascorso tale periodo di 220 senza che l’Ente impositore risponda alla richiesta di annullamento del contribuente, ex lege vi è l’annullamento di diritto, l’automatico discarico dei relativi ruoli, quindi l’eliminazione degli importi a ruolo dell’ente creditore.

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9 Comments

  1. A seguto di una richiesta all’equitalia di annullamento di diritto di una cartella di pagamento in quanto trascorsi 220gg. l’agenzia delle entrate- riscossione risponde nel seguente modo: ” una volta intervenuta l’scrizione a ruolo, non può esimersi dall’intraprendere tutte le necessarie azioni per il recupero dei crediti nè tantomeno spsendere- in via autonoma- le cartelle emesse per conto degli enti impositori, unici titolari della pretesa. ” Vi chiedo cortesemente se queta loro affermazione è corretta. In attesa di una vs risposta, invio distinti saluti.

    1. Gentile Signor Francesco FERRARO,

      in riferimento al Suo quesito relativo all’istanza in autotutela ex art. 1, commi 537-543, della Legge n. 228/2012, in particolare sull’annullamento ex lege per la mancata risposta del Riscossore o dell’Ente impositore entro 220 giorni dall’invio dell’apposita istanza, Le preciso quanto segue:
      1. Quest0 possibile annullamento ex lege è previsto dall’art. 1, comma 540, Legge n. 228/2012: se l’Ente impositore non risponde entro 220 giorni dall’invio della richiesta le partire a ruolo, ivi indicate, saranno automaticamente annullate. In sintesi le caratteristiche erano:
      – solo l’Ente Impositore poteva rispondere entro i 220 giorni al contribuente (sia in senso positivo che in senso negativo);
      – il Riscossore non poteva rispondere nel merito della richiesta, ma poteva solamente controllare solo se l’invio era avvenuto oltre i 60 giorni dalla notifica dell’atto contestato con l’istanza in autotutela e se venivano allegati documenti falsi;
      – l’eventuale risposta del Riscossore, in luogo dell’Ente impositore entro i 220 giorni, non era prevista e non escludeva l’annullamento automatico dell’atto del fisco
      2. Tale normativa ha subito diverse modifiche dal 2015 e la principale è quella relativa alla possibilità per il Riscossore di rispondere all’istanza inviata dal contribuente e far annullare l’annullamento ex lege sempre rispettando il termine dei 220 giorni.
      Pertanto, al fine di ben inquadrare la Sua posizione bisogna, innanzitutto, comprendere in quale data Lei ha inviato tale richiesta e quale, delle diverse, scelte ha indicato nell’apposito modulo.
      Inoltre, con la risposta da Lei riportata il Riscossre Le precisa solamente che lui iscrive lo stesso le partite a ruolo e, se tale annullamento ex lege è avvenuto, lo deve far valere in giudizio.
      E’ chiaro quindi che, se si è avverata tale nullità dei debiti a ruolo, Lei dovrà far chiedere al Giudice competente una sentenza di accertamento negativo che confermi tale cancellazione.
      Se lo ritiene può anche contattarci per avere una valutazione più approfondita della Sua posizione.
      I migliori saluti
      Francesco.

  2. io ho fatto un istanza di annullamento ad agenzia delle entrate riscossione. Invitalia, titolare del credito, mi ha risposto dopo 220 giorni rigettando l’istanza e dando comunicazione all’ente riscossore di riprendere la riscossione.. In teoria il ruolo doveva essere già stato sgravato (proprio perchè non avevo avuto alcuna risposta ne positiva nè negativa entro i 220 giorni), ma così non è stato. Cosa posso fare?

    1. Gentile Signor GIOVANNI,
      per vedere se il debito a ruolo doveva essere discaricato si deve prima valutare se la Sua istanza è stata inviata prima oppure dopo luglio 2015. In tale data vi sono state apportate, alla normativa in questione, importanti modifiche anche al termine dei 220 giorni. IN ogni caso tale discarico deve essere fatto accertare dal Giudice con sentenza. Spero di esserLe stato utile. Francesco

  3. Buongiorno, avrei questo quesito. In caso di richiesta di sospensione della riscossione avvenuta nel 2019 alla quale l’ente creditore – chiamiamolo E – risponda ENTRO i 220 giorni con PEC sia al debitore che all’Agenzia delle Entrate, ma non si riesca ad effettuare il pagamento nè dal proprio cassetto fiscale nè on line nè presso lo sportello piichè la pratica di riscossione risulta bloccata dal sistema, probabilmente perchè l’Agenzia delle Entrate ancora non ha recepito la PEC dell’ente E, se dovessero trascorrere i 220 giorni, si può consideraare estinto il debito, dato che l’aAgenzia delle Entrate NON ha PERMESSO il pagamento al debitore?
    Grazie
    Federico Violini

    1. Gentile Signor Federico, il blocco del pagamento delle stesse partite indicate nell’istanza ex legge 228/2012, deriva molto probabilmente perché Lei ha inviato tale specifica richiesta di cancellazione in autotutela.
      Per poter “sbloccare” tale situazione potrebbe inviare al Riscossore ed all’Ente Creditore una comunicazione (con PEC o raccomandata) con la quale rinuncia all’istanza ex Legge n. 228/2012, anche perché l’Ente Creditore ha risposto negativamente.
      Spero di esserle stato di aiuto. Francesco

      1. Buongiorno Francesco, la ringrazio per la sua risposta, ma dato che si parla di circa 15.000 euro, la mia domanda era nello specifico, perchè spetta a me chiedere all’agenzia delle entrate di dover sbloccare la situazione, rinunciare all’autotela e quindi autoobbligarmi a pagare, dato che invece mi farebbe ovviamente comodo il contrario, ovvero che sia loro la “colpa” e passati i 220 giorni, io sia libero dal pagamento all’ag. delle entrate al quale ora sono debitore?
        Quindi se io non mi dovessi muovere, dato che Ente ha scritto sia a me che all’agenzia delle entrate, la legge cosa dice in merito, che va in prescrizione il tutto oppure non ci sono casi come il mio? Grazie ancora, Federico

        1. Gentile Signor FEDERICO,
          in riferimento all’istanza ex Legge 228/2012, è opportuno considerare anche le novelle legislative avvenute dopo il 2015 (si veda risposta al Sig. FERRARO del 10 gennaio 2020). Tuttavia, nel caso in cui non Le venga data risposta entro 220 giorni dall’invio dell’istanza, tale automatica cancellazione non è poi così automatica. Dovrà sempre far accertare tale cancellazione in via giurisdizionale (non penso che vi sia un funzionario dell’Ente creditore che darà atto di tale cancellazione).
          Dall’altra parte, il “blocco” è solo per un pagamento dilazionato. E’ un “blocco” relativo alla gestione dei sistemi informatici del Riscossore.
          Buona giornata.
          Francesco

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