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Per bloccare la consulta il governo abbassa l’aggio di equitalia al 6%, per poi eliminarlo

Come anticipato, in data 27 maggio 2015, in questa news-lettere, la Corte Costituzionale non ha dichiarato incostituzionale l’Aggio di Equitalia non perché conforme con la Carta Costituzionale, ma perché “non rilevante” tale decisione per la causa di merito che ha sollevato la questione di illegittimità.  In altri termini, il valore dell’aggio contestato avanti alla Consulta era di pochi euro e quindi non necessario per la questione totale contestata avanti il Giudice Tributario.

La Corte Costituzionale, in tal modo, ha voluto dare un messaggio al Legislatore. Precisamente: alla prossima questione di incostituzionalità la Consulta dichiarerà illegittimo l’aggio di Equitalia, quindi il legislatore lo modifichi.

Tale messaggio è stato recepito dal Governo che, con il decreto attuativo sulla riorganizzazione delle Agenzia Fiscali della Delega Fiscale (Legge. n. 23 del 11 marzo 2014), intende prima abbassare l’aggio dall’attuale 8% al 6% e poi eliminarlo del tutto, facendolo riversare totalmente nelle casse dell’Erario.

Il Consiglio dei Ministri si riunirà venerdì 26 giugno 2015 anche per decidere su tale questione (si ricorda che la scadenza per tali decreti attuativi della delega fiscale è per sabato 27 giugno 2015).

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